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AVIS mini

Assistenza,
sicurezza sociale e sanitaria.

Sezione-n.-1-Sociale

A.V.I.S. Associazione Volontari Italiani del Sangue
Via Facca, 62 
35013 Cittadella (PD)


Tel. : 366 5643162 (dal lunedì al venerdì dalle 17:00 alle 19:00)

Sito Internet : www.avisveneto.it/cittadella

Indirizzo e-mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Facebook : www.facebook.com/AvisCittadella

DOMANDA ISCRIZIONE NUOVO DONATORE

PDF: Domanda iscrizione NUOVO DONATO.pdf






DOVE DONARE

CENTRO TRASFUSIONALE ULLS

C.T. Cittadella
Riva dell'ospedale 13
35013 Cittadella Pd
Tel 0499424877

ORARI
Dalle 7.00 alle 9.30 dal Lunedì al Sabato
2° e 4° Domenica di ogni mese.


 C.T. Camposampiero

Via P.Cosma 1
35019 Camposampiero Pd
Tel 0499324852

ORARI
Dalle 7.30 alle 9.30 dal Lunedì al Sabato
1° e 3° Domenica di ogni mese

DIVENTA DONATORE


Principi etici della donazione
Anonimato: l'identità del donatore e del ricevente sono gestite nel rispetto della privacy dagli operatori del Sistema trasfusionale e dalle associazioni di volontariato. Libertà di scelta: la donazione del sangue è una scelta libera e consapevole. Non-profit: il sangue e gli emocomponenti non possono essere fonte di profitto; il valore di una unità di sangue/emocomponente è fissato in base agli oneri sostenuti per la raccolta, la preparazione, la qualificazione e la distribuzione dei prodotti sanguigni. Gratuità: la donazione del sangue è gratuita e non può essere remunerata in alcun modo. In Italia la donazione a pagamento è perseguibile per legge in base all'art. 22 della legge 219/2005. Igiene: per ogni donatore, il materiale utilizzato per il prelievo è sterile e monouso. Sicurezza: la gratuità, la visita pre-donazione ed i test diagnostici effettuati assicurano la sicurezza dei prodotti trasfusi ai malati e la tutela dello stato di salute dei donatori. Qualità: il rispetto delle buone pratiche e i numerosi controlli sui materiali utilizzati garantiscono la miglior qualità dei prodotti trasfusionali. Periodicità: il sangue di donatori periodici rappresenta una garanzia di affidabilità e sicurezza per il ricevente nonché certezza di approvvigionamenti. Il donatore periodico è controllato dal punto di vista medico, in quanto sottoposto ad accurate visite e attenti controlli sul sangue.

Il sangue e i suoi componenti
Il sangue è un tessuto fluido che circola nei vasi sanguigni, rappresenta l'8% del peso corporeo ed è costituito da una parte liquida, il plasma, e da una parte corpuscolata composta da: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, definiti 'emocomponenti'.

Perché donare
Il bisogno di sangue e dei suoi componenti è in costante aumento a causa dell'invecchiamento della popolazione e di cure sempre più numerose e nuove. Il sangue è indispensabile per moltissime terapie e non solo nelle situazioni di emergenza. Non puoi sapere a chi doni il tuo sangue, ma sappi che la tua donazione è destinata a molti tipi di malati, a quelli oncologici e alle persone che hanno emorragie importanti per traumi, interventi chirurgici,tra cui i trapianti, o durante il parto.

Le diverse forme di donazione 
La donazione di sangue intero è la forma di donazione più frequente. Permette di prelevare allo stesso tempo tutte le componenti del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine che vengono separati in seguito. La donazione in aferesi permette di prelevare un solo componente del sangue per mezzo di un macchinario che separa le cellule mentre gli altri componenti vengono infusi di nuovo al donatore. È ugualmente possibile prelevare 2 componenti simultaneamente, si parla allora di donazione multicomponent. La donazione in aferesi offre il vantaggio di prelevare in maggior quantità i componenti di cui i malati hanno bisogno; ha una durata superiore alla donazione di sangue intero. Questo tipo di donazione generalmente è proposta ai donatori che hanno già un'esperienza di donazione di sangue. Recenti studi scientifici hanno proposto altre forme di donazione, come quella di cellule staminali raccolte dal sangue del cordone ombelicale o dal midollo osseo, per utilizzarle come cure innovative in molte malattie.

4 tappe per donare 
1) La registrazione Dopo aver richiesto un documento di riconoscimento valido, il medico inserisce i tuoi dati nella Banca dati del Sistema trasfusionale e ti guida nella compilazione del questionario pre-donazione. 
2) Visita di idoneità Prima di ogni donazione, ti vengono prelevati alcuni campioni di sangue necessari ai test pre-donazione, segue un colloquio confidenziale e una visita con un medico per verificare l'idoneità alla donazione, nel rispetto della sicurezza del donatore e del ricevente. 
3) Il prelievo Il prelievo del sangue e degli emocomponenti è effettuato da personale sanitario preparato e qualificato. La procedura per il prelievo è semplice e innocua, il materiale utilizzato è monouso e permette di garantire l'assoluta sicurezza per il donatore. 
4) Dopo la donazione Dopo il prelievo ti viene offerta una colazione. Ricorda che se sei un lavoratore dipendente hai diritto alla giornata di riposo retribuita.

Puoi donare il sangue se:
- hai tra 18 e 65 anni di età; 
- sei riconosciuto idoneo alla donazione da un medico; 
- il tuo peso corporeo è almeno 50 Kg.

Dove donare
Si dona presso le strutture trasfusionali degli ospedali o presso le unità di raccolta gestite dalle associazioni. Puoi prenotare tutti i tipi di donazione direttamente presso il centro trasfusionale o tramite le associazioni di donatori di sangue.

Che cosa diventa la donazione 
Dopo il prelievo il sangue segue una procedura sempre uguale (standard) che lo fa arrivare in tutta sicurezza dal donatore al ricevente. Gli emocomponenti, separati e validati, vengono distribuiti ai reparti ospedalieri che ne fanno richiesta e somministrati solo dopo aver effettuato i test di compatibilità donatore/ricevente. Ogni sacca prelevata e i campioni corrispondenti sono registrati e identificati da un codice a barre univoco al fine di assicurare, da un estremo all'altro del processo trasfusionale, una perfetta tracciabilità (per 30 anni) a garanzia della sicurezza dei percorsi di donazione. 

Testo tratto dalla campagna "Chi dona sangue ha cuore" promossa dalla Regione Toscana.


COME DONARE

Chi intende diventare donatore di sangue può recarsi presso una sede o un centro di raccolta Avis o un Servizio trasfusionale dell'ospedale della propria città.

Colloquio con il medico
Il colloquio aiuterà a stabilire l'idoneità e ad individuare quale tipo di donazione è più indicata: sangue intero o aferesi.
Dopo la visita medica verrà effettuato il prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l'idoneità al dono. 

Accertata l'idoneità il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione Valutazione clinica e firma del modulo di accettazione e consenso alla donazione Ad ogni donazione il medico per prima cosa effettuerà una valutazione clinica del donatore (battito cardiaco, pressione arteriosa, emoglobina), quindi l'intervista per l'accertamento di eventuali situazioni che rendano la donazione controindicata tanto per la sicurezza del donatore che per quella del ricevente (tra cui i comportamenti a rischio intercorsi dall'ultima donazione) e richiederà al donatore la firma del consenso alla donazione. Il mattino del prelievo è preferibile essere a digiuno o aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati semplici. Le donne che hanno in corso la terapia anticoncezionale non devono sospenderne l'assunzione quotidiana. 

Il prelievo
Il prelievo di sangue intero è assolutamente innocuo per il donatore e ha una durata di circa 5-8 minuti. Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a 450 centimetri cubici +/- 10%. 

Dopo il prelievo
Dopo il prelievo viene offerto un ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post donazione.
Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per legge una giornata di riposo retribuita. Esami obbligatori ad ogni donazione e controlli periodici
Ad ogni donazione il donatore e il sangue prelevato vengono sottoposti ai seguenti esami:
esame emocromocitometrico completo
transaminasi ALT con metodo ottimizzato
sierodiagnosi per la Lue
HIVAb 1-2 (per l'AIDS)
HBsAg (per l'epatite B )
HCVAb e costituenti virali (per l'epatite C)
Conferma del gruppo sanguigno (AB0) e del fattore Rh
Alla prima donazione vengono determinati:
ABO, Fenotipo RH completo, Kell
Ricerca anticorpi irregolari Anti-eritrociti
L'intervallo di tempo tra una donazione e l'altra
L'intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l'altra è di 90 giorni. 
Di norma, quindi, gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l'anno, mentre le donne 2 volte l'anno.
Le donne non possono donare sangue durante le mestruazioni o la gravidanza, e per un anno dopo il parto.



Le domande più frequenti sulla donazione di sangue

Per quale motivo dovrei donare il mio sangue?

Il sangue umano è un prodotto naturale, non riproducibile artificialmente e indispensabile alla vita. Donare il sangue è un atto volontario e gratuito, è un dovere civico, è una manifestazione concreta di solidarietà verso gli altri, esalta il valore della vita, abbatte le barriere di razza, religione o ideologia e rappresenta uno dei pochi momenti di vera medicina preventiva. E’ un atto di estrema generosità che permette di salvare la vita di altre persone. Proprio il fatto che il sangue sia raro implica la necessità di metterlo a disposizione di altri individui che potrebbero trovarsi in situazione di bisogno. Pensa di essere tu al loro posto.

 

A me non importa nulla: se ho bisogno, il sangue lo pago

Nonostante i progressi della medicina, delle scienze e della biochimica, l'uomo rimane a tutt'oggi l'unica possibile sorgente di sangue, e pertanto:

  • nessun Ospedale è in grado di assicurare alcuna terapia trasfusionale senza la preventiva disponibilità dei donatori;
  • per lo stesso motivo, la disponibilità del "bene sangue" non dipende dal mercato, quindi non ha un prezzo economico;
  • per le ragioni esposte nei punti sopra, le Istituzioni Pubbliche (Stato, Regioni) devono contribuire con campagne di sensibilizzazione verso la popolazione e fornire gli strumenti normativi per garantire la massima sicurezza possibile e l'ottimizzazione del sistema trasfusionale in tutte le sue articolazioni

Tutti possono diventare donatori?

Chiunque abbia compiuto i 18 anni di età e pesi più di 50 kg. può presentarsi presso una qualsiasi sede AVIS. Un medico effettuerà un colloquio, una visita, e gli accertamenti di tipo diagnostico e strumentale per verificare che non vi siano controindicazioni alla donazione. La tutela della salute e della sicurezza sia del donatore che del ricevente sono fondamentali.

 

Per quali motivi potrei risultare non idoneo a diventare donatore o essere escluso dalla donazione?

Le cause per le quali una persona può essere valutata non idonea o sospesa sono molteplici e tutte determinate dal principio di salvaguardare la salute sia del donatore sia del ricevente.

Alcuni esempi sono:

Esclusione permanente per:malattie autoimmuni, cardiovascolari, del sistema nervoso centrale; neoplasie o malattie maligne; diabete insulino - dipendente; alcuni tipi di malattie infettive (epatite B, C, ad eziologia indeterminata, AIDS, ecc.), alcolismo cronico; assunzione di droghe; comportamenti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive; tendenza anomala all'emorragia.

Esclusione temporanea per: periodi variabili da settimane ad anni in caso di:tubercolosi, toxoplasmosi, esposizione accidentale al sangue o a strumenti contaminati; trasfusione di sangue o di emocomponenti o di plasmaderivati; endoscopia, trapianto di tessuti o cellule, intervento chirurgico di rilievo; agopuntura, piercing, tatuaggi, rapporti sessuali occasionali a rischio, viaggi, vaccinazioni.

Inoltre per condizioni legate alla visita (per esempio valori di pressione arteriosa troppo alti o bassi) o agli esami effettuati (esempi, valori di emoglobina o ferro bassi,esami del fegato elevati, positività dei marcatori virali, ecc.), ed eventualmente altro a giudizio del medico.

 

Donare sangue è dannoso per la salute?

Grazie all'accurata selezione per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio.

Esistono precise disposizioni che regolano la raccolta del sangue: 

la quantità del sangue che viene prelevata mediamente ad ogni prelievo è minima ed è stabilita per legge in 450 centimetri cubi +/- 10%. 

Tra una donazione di sangue intero e l’altra devono trascorrere almeno 90 giorni.

La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 nell’uomo e a 2 nelle donne in età fertile.

I controlli e le visite periodiche effettuate a ciascun donatore prima di ogni donazione sono uno strumento di medicina preventiva, a tutela dello stato di salute generale del donatore.

 

Per le donne (già soggette alla perdite mestruali) donare sangue non è dannoso?

La donazione di sangue per le donne non ha alcuna controindicazione. Tuttavia in virtù delle perdite legate alle mestruazioni le donne in età fertile possono effettuare solo un massimo di due donazioni di sangue intero l’anno. Il monitoraggio costante della emoglobina, effettuata prima di ogni donazione, e del ferro, tutelano la salute delle donatrici. 

Le donne risultano essere particolarmente "adatte" alla donazione di plasma in aferesi che non incide assolutamente sui globuli rossi ed il ferro.

 

Bisogna essere a digiuno per donare sangue?

Il mattino del prelievo è preferibile essere a digiuno o aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati. Le donne che hanno in corso una terapia anticoncezionale non devono sospenderne l’assunzione quotidiana.

 

La privacy dei risultati delle mie analisi è garantita?

Il segreto medico e la legge sulla "Privacy", che individua le "figure" responsabili al trattamento dei dati in questione assicura la massima discrezionalità e segretezza di tutti gli aspetti sanitari e dei risultati delle analisi effettuate.

 

Perché i donatori Avis sono

Perché l’obiettivo primario e fondamentale è la SICUREZZA 

L’attività di AVIS è finalizzata a promuovere una donazione "sicura" del sangue e a rispondere efficacemente alle esigenze dei bisogni mirati e quindi programmati dei Servizi Trasfusionali, in funzione dell’obiettivo della "sicurezza". L’AVIS annovera tra le proprie file solo donatori periodici cioè donatori che ad intervalli regolari si recano presso le strutture trasfusionali per donare il loro sangue.

A differenza dei donatori occasionali i donatori periodici sono molto controllati dal punto di vista medico, vengono costantemente sottoposti ad un’accurata visita e ad attenti controlli sul loro sangue e poiché la loro scelta di donare è libera, non condizionata da altri fattori come quelli emozionali, risultano molto più affidabili dei donatori occasionali. I donatori Avis sono inoltre anonimi, volontari non retribuiti, responsabili.

Il ricorso ai donatori periodici consente inoltre:

  • maggiore programmazione della raccolta del sangue
  • possibile "conversione" dalla donazione tradizionale di sangue intero a quella differenziata mediante aferesi
  • gestione anche delle situazioni di urgenze - emergenze
  • di effettuare educazione sanitaria e promozione della salute

Cos’è la donazione di plasma mediante aferesi?

Oggi è possibile effettuare diversi tipi di donazione: oltre a quelle tradizionale di sangue intero, si possono effettuare donazioni mirate (dette aferesi) cioè solo di alcuni componenti del sangue e, tra questi, il plasma.

Nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del "portar via"), attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessità (plasma, piastrine,...), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra il sangue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente. 

Si parla di plasmaferesi se si prelava solo plasma, di piastrinoaferesi se si prelavano solo piastrine, di plasmapiastrinoaferesi se si prelavano plasma e piastrine, ecc. 

Una volta raccolto, il plasma viene conservato diversamente dal sangue intero e dai concentrati di globuli rossi, essendo congelato (se a temperatura inferiore a - 30° C) può essere utilizzato per un periodo massimo di 12 mesi.

Il sangue è composto per il 45% circa di cellule, la parte corpuscolata, e per il 55% circa di plasma, la parte liquida.

Le funzioni del plasma sono numerose: mantiene costante il volume di sangue circolante, porta ai tessuti e alle cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo e di regolazione (ormoni, vitamine), raccoglie tutte le sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo delle cellule e le elimina attraverso i reni e il sudore, interviene nei processi di difesa immunologica e nella coagulazione.

 

Che cos’è l'autotrasfusione?

L’autotrasfusione è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue e si realizza con una delle seguenti modalità:

  • predeposito
  • recupero perioperatorio
  • emodiluizione normovolemica

Il metodo più utilizzato è il predeposito, una tecnica trasfusionale con la quale si preleva il sangue dal donatore che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di sangue che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati.

Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate unità di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento operatorio o nel post-intervento.

I principali vantaggi dell’autotrasfusione sono:

  • eliminazione delle reazioni di incompatibilità
  • eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive
  • riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza
  • risparmio di sangue

Con quale denaro funziona l’Avis?

L’AVIS è una associazione di volontari: nessun socio impegnato nell’associazione a qualunque titolo e con qualunque funzione, percepisce compensi. Sono stipendiati invece i dipendenti che svolgono un lavoro permanente nell’associazione. 

L’Avis sostiene economicamente la propria azione (spese per la promozione della donazione, per l’invio dei donatori alle strutture Trasfusionali e/o per la raccolta diretta delle unità di sangue, ecc.) con i rimborsi, stabiliti da un decreto ministeriale ed erogati, per convenzione, dalle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere .

Altre fonti di finanziamento sono costituite da contributi di Enti Locali e donazioni private.

 

Quali vantaggi ho ad iscrivermi all‘Avis?

Un nostro slogan recita "donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se stessi". A livello individuale si ha la gratificazione morale di concorrere alla soluzione di un grave problema e l’orgoglio di appartenere ad una componente attiva del volontariato socio-sanitario, decisiva per la costruzione del sistema trasfusionale. Inoltre, donare regolarmente sangue garantisce al donatore un controllo costante del proprio stato di salute attraverso visite mediche ed accurati esami di laboratorio, eseguiti ad ogni prelievo.

 

Ogni anno sento parlare di carenza estiva, ma non ci pensano i donatori?

La carenza di sangue nei mesi estivi è purtroppo un dato di fatto: in Italia in questi mesi, ma sempre più anche nel corso dell’intero anno, si rilevano forti diminuzioni nella raccolta di sangue mentre il bisogno di emocomponenti rimane stabile. La partenza per le vacanze contribuisce a interrompere i consueti flussi di raccolta.

E' necessario quindi disporre di un adeguato numero di donatori periodici sui quali poter contare tutto l'anno, festività e vacanze comprese.

Per questa ragione AVIS, da anni ha avviato un’attività di sensibilizzazione per cercare di garantire l’afflusso dei donatori a intervalli regolari presso le strutture trasfusionali, e ridurre il ricorso alle donazioni occasionali e sostitutive.













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Il nuovo Assessore si presenta

Ciao a tutti, sono Marina Beltrame, l'Assessore all'Associazionismo.

Molti di voi già mi conoscono, avendo per alcuni mesi già seguito questo Assessorato, ma mi faceva ugualmente piacere presentarmi e dire qualcosa di me.

Innanzitutto, vi avviso: non chiamatemi Assessore, ma semplicemente Marina, una persona come tutti voi.

Vivo questo mio incarico con un grande senso di responsabilità e impegno e per me è un vero piacere potervi rappresentare. Questa Amministrazione ha sempre dimostrato il suo totale appoggio alle realtà associative del territorio e io stessa intendo proseguire su questa strada instaurando con voi un rapporto diretto, basato sul dialogo, sul confronto e sulla fiducia così da incoraggiarvi e sostenervi nei vostri percorsi. A tal proposito, vi informo che ricevo su appuntamento generalmente tutti i Lunedì e i Mercoledì dalle 16,00 in poi oppure potete contattarmi al seguente numero di cellulare: 340.8712226.

A voi Associazioni tutto il mio plauso per il tempo, l'impegno e la professionalità messi sempre a disposizione per il bene della nostra città, apprezzata e conosciuta grazie anche al vostro prezioso contributo.

Nella speranza di potervi incontrare presto, vi saluto e vi auguro buon lavoro.

 

L'ASS.RE ALL'ASSOCIAZIONISMO
Marina Beltrame

Organizzazione Manifestazioni

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Si avvisano le Associazioni interessate che per l'organizzazione di manifestazioni che prevedano l'occupazione di suolo pubblico con presenza di strutture e/o la realizzazione di pubblici spettacoli è NECESSARIO presentare la richiesta di autorizzazione al SUAP almeno 40 giorni prima dell'evento

Grazie del successone !!!!!!

A nome del Sindaco e di tutta la giunta sono a ringraziare tutte le associazioni che hanno contribuito e a rendere unica la giornata della CITTÀ dei RAGAZZI e festa del volontariato, è stata una giornata fantastica...... poco più di 1000 sono stati i bambini che hanno partecipato alle attività proposte dalle associazioni, un grazie a tutte le famiglie che ci hanno creduto.
Nel silenzio di ogni giorno c'è una grande foresta che cresce e lavora al servizio della nostra comunità ed è fatta da migliaia di volontari.
Grazie a tutti voi.


Paolo Vallotto

Sociale

Nei territori, generando “spazi comuni” e "cogliendo l’ottimo"

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In avvio “Scarpe Diem”, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

 

Prima una scarpa, poi l’altra, i piedi sono pronti a partire. Un passo alla volta le ginocchia si alzano e si abbassano, in uno di quei movimenti che ripetiamo senza il bisogno di ricordare: siamo esseri umani perché camminiamo, siamo donne e uomini perché abbiamo camminato. E nelle vite colme d’inciampi di tante ragazze e ragazzi, riprendere il passo diventa oggi una sfida educativa irrinunciabile. Non ci sono più attimi fuggenti da cogliere, ma la scoperta del proprio tempo e del proprio spazio dentro una comunità per poterne piuttosto “cogliere l’ottimo”.

 

A partire dall’esperienza del gruppo “Infanzia Adolescenza e Famiglie” del CNCA Veneto (Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza), “S-carpe Diem” propone un innovativo modello di intervento a livello regionale per il contrasto alla povertà educativa nella fascia d’età dagli 11 ai 17 anni, attraverso la creazione di presidi ad alta densità educativa, valorizzando contaminazione reciproca tra soggetti a disagio e comunità locali.

Saranno le figure chiave dell’educatore scolastico e del community maker ad abitare lo spazio tra scuola e territorio, con l’obiettivo di generare “spazi comuni”, promuovere empowerment e valorizzazione dei talenti, formare e sostenere una comunità educante fondata su capability e welfare generativo. Una comunità educante che raduna famiglia, scuola, istituzioni, società civile. È tutto quello che ruota intorno ai ragazzi, li avvolge e cresce “con” loro e non solo per loro, li pone al centro dell’interesse pubblico, li educa e si fa anche educare e cambiare da loro.

 

“S-carpe Diem” coinvolge 8 territori della regione Veneto (Bassano del Grappa, Vicenza, Altopiano di Asiago, Montebelluna, Chioggia, Porto Viro, Verona, e Alta Padovana) e una fitta rete di partner, composta di 29 scuole (tra istitutivi comprensivi e scuole secondarie di secondo grado), 26 amministrazioni comunali, 62 soggetti non profit e profit.

 

Il progetto si compone delle seguenti azioni:

-       scuola aperta: attività realizzate in spazi scolastici e nel territorio secondo lo slogan “la città a scuola, la scuola nella città”, per stimolare processi partecipativi innovativi con gli studenti, promuovere una nuova idea di spazio scolastico, attivare connessioni intergenerazionali tra studenti, docenti, dirigenti, genitori, aprire la scuola in tempi extra-scolastici, con un’attenzione particolare a chi la vive con difficoltà più o meno conclamate durante le ore di lezione;

-       esperienze di cittadinanza: per pre-adolescenti e adolescenti in particolari condizioni di svantaggio, la possibilità di sperimentare – individualmente o in gruppo – contesti generativi nel territorio (anche ma non solo a seguito di provvedimenti disciplinari) in collaborazione con il terzo settore locale;

-       educ_azione nomade: la metodologia dell’educativa di strada (di cui i gruppi del CNCA Veneto hanno esperienza ventennale) per individuare quei non-luoghi vissuti dagli studenti (stazione, centri commerciali, bar, parchi, luoghi dove si va a marinare la scuola) e farne spazi di ascolto, confronto e partecipazione;

-       bellezza e cittadinanza: “creare bellezza” come azione educativa, concreta e condivisa con la quale studenti, famiglie e comunità locali si prendono cura, progettano e riqualificano “spazi comuni” (es. parchi, giardini scolastici, aree urbane, biblioteche…) a rischio degrado;

-       formazione: percorsi formativi rivolti a studenti, docenti, famiglie e cittadinanza, sui temi di progetto (integrazione, inclusione, lotta alla povertà educativa minorile e alla dispersione scolastica);

-       bussole: laboratori e percorsi educativi finalizzati ad accompagnare i ragazzi/e e i loro nuclei familiari (in particolare quelli/e in condizioni di svantaggio) nella fase di orientamento alle scuole superiori (dai 13 ai 15 anni), attraverso il riconoscimento e il potenziamento delle life skills;

-          la mia scuola: percorsi educativi individualizzati rivolti, nei contesti locali, alle situazioni particolarmente difficili e problematiche, condividendo con la scuola percorsi “particolari” che possono prevedere orario scolastico ridotto, attività didattiche differenziate, esperienze extra didattiche in soggetti locali, tutoraggi pomeridiani, percorsi formativi specifici;

-          ponti: contaminazione tra gruppi giovanili (ma anche gruppi di famiglie) “monadi”; animazione di eventi, mediante lo sviluppo di comunità, finalizzati ad includere e coinvolgere i minorenni destinatari del progetto e le loro famiglie; promozione dell’accesso ad occasioni culturali, sportive, ricreative, aggregative per i destinatari del progetto;

-          collettiva_mente: gruppi di confronto ed empowerment per i ragazzi destinatari e per le loro famiglie, pensati e gestiti da un’equipe multidisciplinare comprendente i diversi attori del processo educativo (educatori, docenti, referenti ente pubblico e comunità locale).

 

Nelle prossime settimane gli operatori della Fondazione La Grande Casa, referente di S-Carpe Diem per l’Alta Padovana, prenderanno contatto con i referenti delle scuole del territorio per concordare le azioni da porre in essere.

Per qualsiasi informazione è possibile fare riferimento a Silvia Rizzato, tel 334 9270625, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

ALIR Alta Padovana - Chi siamo

ALIR Alta Padovana ONLUS (Associazione per la Lotta contro l'Insufficienza Respiratoria Cronica) è nata nel 2005 per volere di un gruppo di pazienti affetti da insufficienza respiratoria cronica, dai loro famigliari e dal personale sanitario dell'unità operativa di Pneumologia dell'ospedale di Cittadella. ALIR Alta Padovana però opera nel territorio dell'ex ULSS15 dall'86 anno in cui si è costituita ALIR Nazionale grazie alla lungimiranza del dr Luciano Pesce.

È grazie ad ALIR se oggi l'ossigeno è considerato un farmaco, se è nata l'assistenza domiciliare respiratoria anche nel nostro territorio e la riabilitazione respiratoria.

L'associazione è costituita da circa 50 Soci. Fra i suoi obiettivi ha quello di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da insufficienza respiratoria cronica promuovendo azioni mirate a prevenire la bronchite cronica, educare alla consapevolezza della malattia e alle sue cure, tutelare i pazienti nella loro fragilità, socializzare organizzando vacanze protette

RICERCHIAMO GIOVANI!

La Rete Maranathà ricerca per l'anno 2018/2019 varie figure professionali da inserire in alcuni progetti. 

Per conoscere modalità, scadenze o ricevere informazioni chiamate: Segreteria ReteMaranathà 0495975329 o visitate il sito www.retemaranatha.com Nuova immagine 8

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